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Mostra Helmut Newton

Mostra Helmut Newton

 

Un paio di settimane fa sono andato, in compagnia di tre ottimi amici, a Venezia – Casa dei Tre Oci – a visitare la mostra di Newton.

Sapevo cosa andavo a vedere e non è stata una sorpresa l’esposizione di “quel tipo” di fotografie.

Ora io non voglio assolutamente passare per il solito solone ipercritico e, tanto meno, per un bacchettone d’altri tempi ma devo dirvi che la mostra non mi è piaciuta. So perfettamente che dicendo questo mi espongo a critiche ma, come sempre, dico quello che penso.

Cerco di spiegarmi.

Newton era persona alla quale piaceva molto un certo tipo di immagine (e questo si sa) ed è innegabile che le fotografie le sapesse comporre, preparare e scattare bene.

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Il soggetto, però, è molto “delicato” e per questo va considerato in modo, a mio parere, decisamente diverso. Di fronte ad immagini indubbiamente piacevoli e – a volte – delicate (poche) ce ne sono molte altre (troppe) decisamente “oltre le righe” che sfiorano, per non dire – considerando la loro età – raggiungono la pornografia.

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Io questa non la sopporto.

Non fa parte della nostra arte e non appartiene alla cultura fotografica intesa nell’accezione del termine.

L’esposizione dura e soprattutto cruda della nudità della donna non fa onore al fotografo ma non lo fa ai soggetti e questo, penso anche di interpretare una parte del parere femminile, le rende molto meno piacevoli di quanto non lo siano, innegabilmente, in realtà.

Ricordo sempre con piacere le fotografie di un altro autore inglese, famoso negli anni ’80, David Hamilton che del nudo femminile ha fatto la sua “ragion di fotografare” sempre con estrema dolcezza e garbo rendendo le sue immagini, con la famosa particolarità dell’effetto flou, sempre delicate e piacevolissime pur nella loro indubbia sensualità di fondo.

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Ecco, Newton stava esattamente agli antipodi di Hamilton con la sua tecnica e il suo “sparare in faccia” la durezza delle immagini.

Una nota anche per la location.

La “Casa dei Tre Oci” è posto prestigioso come gran parte dei palazzi veneziani, sede di mostre importanti – da ricordare quella di un paio d’anni fa dedicata al grande Sebastião Salgado – ma con stanze, a volte, troppo piccole per ospitare non già le foto ma la quantità di persone che si soffermano a guardarle. L’illuminazione non è delle migliori, ricca di riflessi peggiorati dalla presenza di vetri davanti alle immagini. Un ulteriore fastidio è dato dalla luce del sole, non filtrata, che entra prepotente dalle finestre e si “schianta” addosso alle opere in mostra.

Prezzo d’ingresso di 12 euro che conferma la non gradita usanza, ultimamente, di far pagar caro tutto quanto fa cultura. Incredibile la “scala sconti” che se prevede l’ingresso a prezzo di favore per i Soci Coop non considera minimamente i Soci Fiaf !!!  Se si aggiungono i 15 euro necessari all’attraversamento del Bacino di San Marco con il mezzo pubblico, ne viene fuori una gita non propriamente economicissima.

 

Fabio

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