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ISO … alti o bassi?

ISO … alti o bassi?

 

Si fa un gran parlare, soprattutto ultimamente riferendosi alle reflex più nuove e performanti, di resa agli alti ISO.

Ok, è cosa sicuramente importante ma, in realtà, quante volte ci servono? Personalmente li uso piuttosto poco ed evidenzio il loro “campo d’azione” a poche situazioni anche abbastanza al limite.

Chiaramente sono indispensabili nella fotografia notturna dove scattare a 1600 o anche 3200 ISO per catturare le stelle di una notte senza luna diventa assolutamente obbligatorio.

35   08 (immagini gentilmente concesse da Sigfrido Corradi)

Una funzione delle nostre reflex prevede la scelta automatica del valore ISO.

La macchina, in pratica, adatta il valore alle condizioni di luce ed al diaframma impostato per garantire una foto non mossa. Uso questa funzione solo nelle riprese a scarsa illuminazione dove – come sempre del resto – non voglio usare luci artificiali in aggiunta a quelle già presenti. Io non amo il flash e di conseguenza, in questi casi, affido alla mia 5D la scelta degli ISO in quantità sufficiente a garantirmi lo scatto. Esempio? Una sfilata, un concerto ecc… tutti eventi che si svolgono di notte e in luce, comunque, già artificiale.

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Mi rendo conto che per alcuni la “scelta” degli ISO giusti per quel determinato momento può risultare ostica. C’è ancora una sorta di timore ad alzare il valore degli stessi, nella convinzione che portino ad un parallelo innalzamento del rumore generale. Non è del tutto sbagliato questo ragionamento ma, bisogna dirlo, i sensori moderni sono molto più “resistenti” a questo tipo di difetto rispetto a quelli di qualche tempo fa. Mi sento di dire che oggi fino ad un valore prossimo ai 1000 ISO (in difetto o in eccesso) il problema non è quasi avvertibile e, quando lo fosse, sicuramente gestibile in post produzione.

Le fotocamere FULL FRAME sono molto performanti in tal senso e consentono spazi d’azione più ampi delle APS-C ma ultimamente le differenze si sono attenuate.

Viene da sé che, in determinate condizioni, bisogna fare delle scelte.

Un’ amica ha recentemente realizzato una fotografia scattata a ben 4000 ISO all’interno della stazione ferroviaria di Milano. Un valore assolutamente eccessivo, che ha richiesto un uso piuttosto “pesante” in post produzione dell’ottimo filtro DFINE – presente nella recentemente gratuita suite  Google Nik Collection (https://www.google.com/nikcollection/) – per eliminare il rumore indotto. Il risultato, grazie anche ad una sapiente conversione in bianconero, è assolutamente più che gradevole. Ma perché ha scattato a 4000 ISO? Semplicemente perché si trovava in una condizione di luminosità sia dell’ambiente che del soggetto tanto scarsa da IMPORRE (a mano libera naturalmente) una scelta di questo tipo dato il diaframma f14 indispensabile a garantirle una profondità di campo altrimenti impossibile. Questo sta a significare non che l’uso degli alti ISO debba o possa essere abusata ma che, in caso di necessità, non deve assolutamente venir rifiutata o creare problemi. Pena la rinuncia allo scatto ma sarebbe stato, sinceramente, un peccato !

Inutile dire che, se avesse avuto il cavalletto, una scelta del genere non sarebbe stata accettabile.

Altra cosa nella fotografia di paesaggio. Qui l’uso degli ISO più bassi è praticamente obbligata, sia per ottenere la maggior pulizia possibile che per poter utilizzare tempi di esposizione sufficientemente lunghi a garantire effetti quasi indispensabili nella fotografia moderna, quali acqua setosa, nuvole morbide e quant’altro.

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Ricordo  di aver usato raramente ISO superiori a 100 in questi casi. E’ capitato di utilizzarli più spesso a dosaggio inferiore accettando il valore L dato dalla reflex per interpolare il valore a 50. Anche questa non è cosa da fare di routine in quanto il valore più basso di 100 non è un valore reale ma “imposto” tramite il firmware della macchina all’esposimetro in fase di lettura della luce. In pratica si tratta di una sottoesposizione forzata di uno stop che, ovviamente, porta ad un allungamento equivalente dei tempi.

Consiglio l’uso di bassi valori ISO anche nella fotografia macro anche se, in questo caso, bisogna essere più possibilisti in quanto è noto il teorema secondo il quale la fotografia macro sta alla nitidezza come la fortuna sta al vento. E, siccome quando si decide di fare macro … c’è sempre vento, tocca accettare di spostare gli ISO un po’ più in alto per ottenere tempi ottimizzati alla necessità di assoluta nitidezza del soggetto.

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Da ultimo mi sento di raccomandare la massima attenzione ai calcoli relativi agli equivalenti tra tempi ed ISO. Cerco di spiegarmi.

Se, per esempio, ad un valore ISO pari a 800 corrispondesse un tempo di esposizione pari ad 1/500” – a parità di diaframma impostato – ad ISO 400 corrisponderà un tempo di esposizione di 1/250” e ad ISO 200 un tempo di 1/125” e cosi via. Dove dimezzo la sensibilità raddoppio il tempo di posa.

Se il tempo corrispondente più lungo mi può comunque garantire un’esposizione corretta ed una foto NON mossa, si sceglierà SEMPRE il valore corrispondente agli ISO più bassi.

Ai più sembrerà quasi ovvio ma so per esperienza che tanti neofiti vanno un po’ “nel pallone” nel fare questi calcoli e operare queste scelte e per questo e soprattutto per loro ho fatto questa precisazione.

 

Fabio

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