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Uso delle fotocamere ad alta risoluzione

Da “Canon Professional Network” ho tradotto un interessante articolo del mio amico David Noton.

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USO DELLE FOTOCAMERE AD ALTA RISOLUZIONE

Per ottenere il massimo da una reflex da 50,6 megapixel è necessario apportare alcune piccole modifiche al proprio flusso di lavoro.

Il grande fotografo paesaggista e Canon Explorer DAVID NOTON, spiega le regolazioni che ha dovuto fare ai suoi metodi di ripresa.

David Noton è stato uno dei primi fotografi in Europa ad utilizzare la Canon EOS 5DS R.

“Anche ora, un anno dopo aver cominciato ad usarla, mi trovo spesso spiazzato quando guardo un’immagine ripresa con la EOS 5DS R su un grande schermo. La qualità che la fotocamera offre mi dà un sacco di opportunità specialmente per la stampa in grande formato. So che è qualcosa che i fotografi non fanno ogni giorno, ma ho fatto alcuni lavori quest’ ultimo anno per i quali le immagini servivano proprio a questo. Per esempio, sto fotografando la tenuta di un proprietario terriero locale e so che quelle immagini finiranno stampate molto grandi e ad alta qualità. Quindi, per questo tipo di lavoro, EOS 5DS R è ideale “.

“Spendiamo tantissimo del nostro tempo guardando immagini di piccole dimensioni su un telefono o tablet, ma per molti anni ho cercato di tornare alla gioia dello stampare le foto. Ed è interessante che anche in dimensioni relativamente modeste (A3 o A3 +) si possa vedere il valore aggiunto dalla EOS 5DS R”.

“Ero ad una mostra fotografica nel Regno Unito un paio di settimane fa, dove ho portato un pacchetto di stampe da mostrare alle persone durante le riunioni. Hanno davvero avuto un grosso impatto, sicuramente maggiore a quello che avrebbe ottenuto la stessa immagine se visualizzata su di un iPad o qualcosa del genere”.

 

Una serie di caratteristiche

La caratteristica principale della EOS 5DS R è senza dubbio la sua risoluzione da 50,6 megapixel e Noton ci tiene a sottolineare alcune delle altre funzioni della fotocamera.

Ha elogiato la re-ingegnerizzazione del meccanismo specchio e la funzione di ritardo dello stesso progettati per ridurre al minimo la sfocatura da vibrazioni data dallo specchio di vecchio tipo.

“Questo è più importante che mai con una risoluzione tanto alta, in particolare quando la fotocamera viene usata con un obiettivo lungo”.

Questo è solo un particolare dei tanti aspetti della tecnica di ripresa cruciali per ottenere il massimo delle prestazioni della EOS 5DS R, ed è un esempio di dove Noton ha ottimizzato diversamente il suo flusso di lavoro. Egli utilizza un treppiede per quanto possibile e uno scatto remoto per attivare la fotocamera. Tutto ciò lo rallenta di molto – “ma questa è una buona cosa”, risponde.

“La fotocamera richiede un modo più attento di lavorare in un certo senso – è necessario considerare molto attentamente la stabilità della reflex unitamente alla messa a fuoco ed al controllo della profondità di campo, al fine di poter ottenere tutta la nitidezza di cui è capace”.

“Ho sempre sottolineato l’importanza della qualità dell’immagine rispetto alla quantità”

Con questo ritmo metodico di ripresa, Noton dice che con la EOS 5DS R scatta un minor numero di fotogrammi ora rispetto a quando fotografava a pellicola.

“Non faccio praticamente più dei multi scatti (bracketing n.d.t.), mi fido delle esposizioni che uso e mi concentro su come ottenere il miglior risultato già in fase di ripresa”.

Questa fiducia deriva dall’uso che Noton fa del Live View durante la ripresa. Può facilmente controllare la presenza di nitidezza critica e la profondità di campo tramite lo zoom incorporato, e l’istogramma gli permette di ottenere sempre una corretta esposizione.

 

Quest’ultima è un particolare al quale David presta particolare attenzione. E’ un convinto sostenitore della teoria secondo la quale è meglio “esporre a destra” – perché una leggera sovraesposizione (da correggere in post-produzione) porta ad ottimizzare la qualità delle immagini in termini di rapporto segnale-rumore.

“Io espongo con l’intenzione di registrare quante più informazioni tonali possibili ed uso l’istogramma per proteggere le luci anche se è importante non andare troppo lontano in quanto – in situazioni ad alto contrasto – può essere facile “sballare”. Io lavoro a priorità dei diaframmi per il 90 per cento dei casi e sovraespongo di circa 2/3 di stop tarando la compensazione dell’esposizione “.

Questo comporta un recupero di una buona quantità di esposizione in post produzione ma – utilizzando questa tecnica – non si inducono danni alla stessa. Ovviamente tutta questa straordinaria qualità deve necessariamente essere supportata dall’uso di obiettivi di pari prestazioni.

La camera oscura digitale

“Ci sono ripercussioni in termini di dimensione del file e di archiviazione quando si inizia a lavorare con una macchina fotografica come la EOS 5DS R”.

“Ho dovuto aggiornare il computer raggiungendo il massimo sia della memoria che nella velocità del processore in modo che la modifica dei file non sia un’esperienza frustrante. Questo ha reso il tutto più performante e ora la post-produzione è anche più divertente, che è esattamente quello che dovrebbe essere”.

“Mi sforzo di ottenere le mie composizioni al meglio proprio direttamente in macchina fotografica; ogni pixel è prezioso, e c’è sempre tempo per tagliare dopo”.

“Se si scatta tanto per fare, riempiendo le schede di raw mediocri, poi la post-produzione può diventare un vero e proprio fardello, ma se lavori una serie di files davvero esposti a regola d’arte allora diventa una vera delizia”.

Con questa premessa e questa attenzione c’è spesso poco da fare ad un raw di qualità e quindi si guadagna un sacco di tempo.

“La mia regola è: in caso di dubbio, non fare nulla. Il solo fatto di avere un cursore a disposizione non significa che lo si debba usare”.

“Tante buone immagini sono viziate da eccessi di post-produzione”.

“Faccio solo ciò che funziona per me.  La gente dice che io ho un segreto per quello che faccio in Photoshop ma non è vero. Non ci sono segreti. Nessuno può trasformare la vostra fotografia durante la notte, in ogni caso. “

“Prestare particolare attenzione al supporto macchina fotografica ed eliminare qualsiasi fonte di vibrazioni, pensare ad una qualità ottica ottimale, riprendere con le lenti giuste esponendo a destra. La gioia di aprire un file che ha bisogno di molto poco in post-produzione, è una delle esperienze più piacevoli della fotografia digitale e te ne fa innamorare”!

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Fabio

 

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