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La gestione della luce (parte seconda)

La gestione della luce (2)

Proseguiamo l’analisi dell’uso dei filtri per la gestione della corretta esposizione.

Insieme agli ND descritti nel paragrafo precedente ne esistono altri deputati alle lunghe esposizioni.

Lee fornisce una “dotazione” di tutto rispetto che va dai 6 stop del cosiddetto “Little Stopper” passando per i 10 stop del “Big Stopper” ed arrivando ai 15 stop del recentissimo “Super Stopper”.

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Ai più questa “batteria” potrebbe sembrare la panacea che cura tutti i mali, inteso come modo per poter fotografare sempre e comunque con qualsiasi condizione di luce. Non è così.

Personalmente le lunghe esposizioni le uso relativamente di frequente solo ad uso “artistico” per ottenere effetti particolari tipici, appunto, delle lunghe esposizioni (acqua setosa, nuvole “cotonate”) e che, altrimenti, non sarebbero possibili in determinate condizioni di luce. L’uso di un filtro tanto denso non potrà mai comunque rendere “buona” una luce dura. Di questo bisogna essere consapevoli e, quindi, utilizzarli di conseguenza.

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Hanno anche un difetto – mai gradito – che è quello di regalare all’utilizzatore la cosiddetta “dominante” sulle foto scattate. Nel caso dei LEE la dominante è di colore bluastro ed evidentemente bisogna cercare di eliminarla per non avere immagini non corrispondenti, come colore, alla realtà.

Vediamo come fare prima a calcolare opportunamente i corretti tempi di scatto usando questi filtri e poi a correggere, appunto, la dominante indotta.

Personalmente uso questo metodo.

Fotocamera – ovviamente – su cavalletto, scatto remoto e modalità di ripresa in priorità al diaframma.

Una volta composta l’inquadratura e posizionato opportunamente il necessario filtro GND, la fotocamera ci fornirà il tempo di scatto corretto per quella condizione e per la coppia diaframma/ISO impostati.

A questo punto si inserisce il filtro scelto (6, 10 o 15 stop) e ci si affiderà, per il calcolo corrispondente del tempo relativo, ad una comodissima e gratuita app scaricabile sui nostri smartphone di nome “Long Time”. Daremo a quest’ultima le condizioni normali di scatto come forniteci dalla fotocamera, imposteremo l’uso del filtro gradito e la app ci fornirà istantaneamente il tempo relativo al suo uso.

Otterremo praticamente sempre un tempo corrispondente ben superiore ai 30” e, quindi, dovremo modificare le impostazioni di scatto da priorità al diaframma alla posa B mantenendo, ovviamente, le stesse impostazioni di diaframma/ISO. Bloccato lo scatto remoto per il tempo corrispondente fornitoci da “Long Time”, si dovrà unicamente avere la pazienza di aspettare che … il tempo passi e dopo di che, una volta sbloccato lo scatto remoto, avremo la nostra foto lungamente esposta bella e pronta.

Facile no?

Se la foto apparirà bluastra … niente paura.

Una volta sviluppato il raw in camera-raw, passeremo a Photoshop vero e proprio, duplicheremo il livello e, dal menù “Filtri” sceglieremo “sfocatura” e quindi “media”. Metodo di fusione “colore”. La finestra del livello duplicato ci mostrerà la nostra immagine del colore “dominante”. Invertiremo il livello duplicato con il comando cmd+I per chi usa il Mac oppure ctrl+I per chi preferisce Windows ed avremo la visualizzazione della stessa immagine nel colore di contrasto a quello dominante. Regoleremo l’opacità di quest’ultimo fino ad ottenere la foto nel colore naturale, uniremo i livelli e … il gioco sarà fatto !!!

Buon divertimento.

 

Fabio

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